Appunti sparsi dai Fai il tuo Teatro di Urbino Teatro Urbano
Qualche mese fa avevamo inviato la candidatura a Fai il tuo teatro! promosso da Urbino Teatro Urbano: un percorso formativo che seleziona associazioni e compagnie con un progetto da realizzare e offre loro una settimana di corsi in ambito di organizzazione, comunicazione, europrogettazione, tecnica e allestimento.
Quando siamo stati selezionati insieme ad altre 20 compagnie da tutta Italia non avevamo idea di quanto potesse arricchirci questa esperienza.
È stata una settimana intensa, tra lezioni, gruppi di lavoro e spettacoli meravigliosi, ma soprattutto è stata un’occasione preziosissima di confronto.
Torniamo a casa con un bagaglio carico di competenze, idee, spunti e nuove prospettive su cui ci siamo già messi al lavoro e condividiamo qui qualche appunto dai nostri quaderni.
La cultura non è un costo, è un investimento.
E prima di essere un settore, cioè qualcosa che si organizza, si finanzia e si misura, la cultura è un bene che non si consuma quando viene condiviso, ma che si rafforza passando da una comunità all’altra, da una generazione all’altra.
Investire nella cultura significa investire nel benessere collettivo.
L’obiettivo di chi lavora nel settore culturale non è intrattenere ma generare benessere per le persone che raggiunge, per le comunità che attraversa e per i territori che vive.
Per questo, le politiche culturali sono una parte fondamentale della cura che lo Stato rivolge ai suoi cittadini.
Non basta creare un’offerta culturale.
Occorre lavorare costantemente su come viene percepita non solo da chi la fruisce, ma da tutta la comunità di riferimento.
Il lavoro culturale… è lavoro.
E come tale richiede risorse, competenze, professionalità e sistematicità.
La creatività è un atteggiamento che permea ogni ambito del progettare.
Non soltanto il prodotto artistico.
Gli ostacoli sono spunti evolutivi.
Generano idee nuove, attivano risorse latenti, aprono prospettive inedite.
A volte ci sentiamo soli perché ci mancano le occasioni di confronto.
Condividere le difficoltà, raccontarsi le progettualità, costruire qualcosa insieme non serve solo a fare di più e meglio, serve anche e soprattutto ad ampliare gli orizzonti e le possibilità.
Per questo iniziative come “Fai il tuo teatro!” sono così preziose.
Fare rete non significa solo sommare le forze per raggiungere un obiettivo comune.
Significa scoprire che le difficoltà di ciascuno pesano meno quando qualcun altro le riconosce come proprie.
Condividere le competenze genera valore.
Un sistema più formato, più competente, più consapevole produce processi e risultati migliori per tutti. La cooperazione non è una strategia per vincere un bando, è il modo in cui il nostro settore impara a non lasciare indietro nessuno.
Grazie al Centro Teatrale Universitario Cesare Questua, a tutti gli organizzatori di Urbino Teatro Urbano e a tutti i compagni di viaggio incontrati in questo percorso.