Teatro Teen

corso di teatro per ragazzi/e da 12 a 15 anni

1 incontro a settimana da ottobre a maggio con spettacolo finale

giovedì 

a Sarnano, in Piazza Perfetti n. 22

ISCRIZIONI

Le lezioni iniziano a ottobre ed è possibile iscriversi fino a novembre.

Per informazioni e pre-iscrizioni:
339 5886927 (Claudia)
339 6181708 (Isabella)

Corso di Teatro Teen per ragazzi e ragazze da 11 a 14 anni a Sarnano con APS Circolo di Piazza Alta. Insegnante: Isabella Tomassucci

Programma del corso

Il laboratorio di Teatro Teen si rivolge è pensato per ragazzi e ragazze che attraversano le prime fasi dell’adolescenza, quella complessa fase à in cui si intensifica l’esplorazione della propria identità in relazione a sé stessi e agli altri: un periodo densa di scoperte e di cambiamenti, a volte repentini, spiazzanti, travolgenti.

Spesso ci chiedono se il teatro può davvero aiutare ragazzi e ragazze ad attraversare questo periodo così complesso. La risposta è: decisamente sì.

Il teatro è condivisione, confronto, accettazione, lavoro di squadra: è un gioco impegnativo che richiede concentrazione, dedizione e passione. Tutti semini fondamentali per la futura vita adulta.
Non solo. Il teatro è un’esercizio di empatia, di ascolto reciproco, di creazione dei personaggi e delle storie con cui ognuno desidera sperimentare. È un prezioso laboratorio di vita e di crescita.
Inoltre, uno degli scopi fondamentali del corso Teatro Teen è incentivare una graduale presa di coscienza delle potenzialità espressive e comunicative, perché se riusciamo ad esprimerci e a comunicare meglio tutto diventa un po’ più semplice.

Il corso si conclude con uno spettacolo finale in teatro: un’esperienza importante che incoraggia i giovani partecipanti a confrontarsi anche con i naturali timori che nascono davanti a un pubblico.
Inoltre, poiché trovare testi teatrali adatti a essere messi in scena da ragazzi e ragazze di questa età è sempre una sfida, seguendo la nostra filosofia educativa, abbiamo scelto di rinunciare a testi preconfezionati per cucire ogni volta un copione che risponda alle caratteristiche che il gruppo manifesta. Un copione in cui ci sia spazio di espressione per ogni partecipante e a cui ognuno possa dare il suo contributo.

Insegnanti

Isabella Tomassucci

Laureata in Scienze della Comunicazione, con un master in Editing Letterario e un percorso formativo in Scrittura di Fiction alla scuola Holden di Torino, coltiva l’amore per il teatro fin da bambina, partecipando a numerosi corsi di formazione con insegnanti di fama internazionale e prendendo parte a diverse produzioni teatrali. Dal 2016 lavora come copywriter e ghost writer, è autrice di alcuni saggi, diversi racconti e copioni. Dal 2020, per il Circolo di Piazza Alta, propone laboratori teatrali presso istituti scolastici e associazioni. È anche insegnante di yoga per adulti e bambini, diplomata presso la scuola di ispirazione pedagogica neoumanistica Balyayoga®. Dal 2025 è anche facilitatrice per l'approccio Creativity Mindfulness®, iscritta all'Albo del Registro Nazionale Mindfulness. Nel 2026 consegue anche il diploma da Attrice Doppiatrice presso l'Accademia di Doppiaggio Voice Art. Scrittura, teatro e yoga si uniscono nel suo metodo d’insegnamento che promuove la capacità di ascolto empatico, la concentrazione, l’espressività e il pensiero creativo attraverso la parola e il movimento.

Archivio degli spettacoli

2026: È già domani

una commedia ispirata ad “Acarnesi” di Aristofane e all’umanità di tutti i tempi
drammaturgia  di Stefano Monti, regia di Isabella Tomassucci

Nel 425 a.C., alle Grandi Dionisie di Atene, un giovanissimo drammaturgo, allora quasi sconosciuto, presenta una commedia che racconta dell’insensatezza della guerra e di come il desiderio di pace delle persone finisca per scontrarsi contro il cinismo e gli interessi dei potenti. La commedia è “Acarnesi” e il suo autore è l’ormai noto Aristofane, cresciuto in una Atene devastata dalla lunga Guerra del Peloponneso.
Sono passati più di 2.400 anni da quel debutto, eppure questa commedia parla ancora del nostro mondo e della nostra umanità, sempre in guerra con sé stessa. Dopo due millenni, questa storia, i suoi temi e i suoi personaggi sono quanto mai attuali nel nostro presente così pregno di violenza, sempre più indebolito dall’indifferenza in cui urge un cambiamento che può e deve partire da ognuno di noi.

Nel nostro spettacolo, il Diceopoli aristofaneo, (che in greco significa “il cittadino giusto”) si trasforma in un gruppo di ragazzi/e in un indefinito paese in rovina. Stanchi di vivere in una società pervasa d’odio e perennemente in crisi, si presentano all’assemblea pubblica. Come succede nell’originale, però, la loro voce resta inascoltata. Perché, se è vero che “i giovani sono il futuro”, quel futuro appare sempre troppo lontano per tenerne conto. Tra farsa e assurdo, comicità e dramma, la loro vicenda mette in scena temi universali: l’incomprensione tra generazioni, il conflitto tra gli interessi del singolo e quelli della comunità, il divario tra potenti e ultimi, l’assurdità della guerra, la faticosa costruzione della pace. Attenzione, però. Per i nostri Diceopoli la pace non è un’utopia: è qualcosa di concreto a cui tutti possono e devono contribuire. Così, per farsi ascoltare, anche loro vanno a cercare consiglio dai saggi: la loro orazione attinge da discorsi realmente pronunciati nel nostro recente passato e culmina con le luminose parole della nostra Costituzione, che ci ricorda quali valori abbiamo deciso di porre alla base della nostra società.

 

2025: Il canto di Telemaco

Fantasia teatrale ispirata a “L’Odissea” di Omero
drammaturgia e regia: Isabella Tomassucci

Tutti ricordiamo le avventure fantastiche e tremende di Odisseo, ma a volte dimentichiamo che il grande poema omerico inizia con Telemaco, il figlio, che affronta i pretendenti di sua madre e fa la sua prima mossa da giovane adulto: parte alla ricerca di notizie del padre e, soprattutto, alla ricerca del suo stesso destino. Questo spettacolo, mescolando ironia e dramma, gioco e tribolazione, vita e morte, inizi e fini, immagina le avventure di Telemaco che si intrecciano con quelle, a noi già note, di Odisseo: due viaggi che si intersecano nel grande mare color del vino. Uno per ritrovare la strada di casa, l’altro per iniziare a tracciare una strada propria. Un incontro dopo l’altro Telemaco ricostruisce il personaggio di suo padre, troppo a lungo mitizzato nell’assenza, e lo fa dalla sua prospettiva di ragazzo che cresce, pieno di curiosità, ma anche di rabbia, di desiderio e di paura, come tutti gli adolescenti. Quello di Telemaco è un viaggio complicato, ma in fondo, pathei mathos, diceva Eschilo. Per crescere bisogna soffrire un po’.

Note di regia

Ogni anno i ragazzi crescono (e anche io), e sono attratti da tematiche diverse. Quest’anno, da un lato desideravano tornare a una storia di avventura, dall’altro, da preadolescenti, sentivano la spinta a sfidare il mondo degli adulti. Così, ho proposto di raccontare l’Odissea dalla loro prospettiva, dal punto di vista di Telemaco. Insieme, abbiamo iniziato a ripercorrere il poema omerico guardandolo con due lenti: la mia e la loro, cercando un punto di incontro. Abbiamo scelto una messa in scena multiforme in cui tutti siamo figli, padri, madri, tutti siamo Telemaco, Penelope, Odisseo e i suoi marinai. Perché tutti sperimentiamo i loro panni, prima o poi, e perché, in fondo, ogni vita è un’odissea. A completare questa riscrittura ci sono due brani di uno dei più grandi cantautori italiani: un “grande vecchio” del nostro tempo, che canta di ragazzi e ragazze che crescono, di padri, madri e figli, di sogni da costruire, ieri oggi e domani. Questa è la nostra Odissea.

Isabella 

2024: La ragazza delle stelle

Immaginate una scuola dove non succede mai nulla, dove tutti cercano di confondersi nella massa e nessuno osa mostrare entusiasmo per qualcosa. Poi, all’improvviso, sbuca dal nulla una ragazza dai modi stravaganti, che non veste come gli altri, non si comporta come gli altri e, cosa ancora più incredibile, non dà peso ai giudizi degli altri. Alcuni pensano che sia un’esibizionista, altri che le manchi qualche rotella, altri ancora sono incantati dalla sua diversità. Tra amicizie e gelosie, risate e piccoli drammi quotidiani, questa storia racconta la complicata soglia tra l’infanzia e l’adolescenza, la diffidenza nei confronti del diverso e la paura di essere sé stessi.

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